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Dr.ssa Marzia Varettoni
Dirigente medico di I livello presso la Divisione di Ematologia dell’IRCCS San Matteo di Pavia
La macroglobulinemia di Waldenström o malattia di Waldenström (WM) è una patologia rara del sangue che interessa un certo tipi di globuli bianchi chiamati linfociti B.
Tali linfociti sono prodotti nel midollo osseo, che, insieme ad altre componenti del sistema immunitario, hanno l’obiettivo di garantire la difesa dalle infezioni. In condizioni normali, i linfociti B maturano e si differenziano in plasmacellule, le cellule deputate alla secrezione delle immunoglobuline.
La macroglobulinemia di Waldenström ha preso il nome dal medico svedese Jan Gösta Waldenström che, nel 1944, descrisse per primo due pazienti che presentavano linfoadenopatia, sanguinamento da naso e bocca, anemia, trombocitopenia e “sindrome da iperviscosità”. (Ghobrial 2012)
La WM è una forma di linfoma linfoplasmocitico (LPL) perché le cellule che proliferano hanno caratteristiche intermedie tra quelle dei linfociti B e delle plasmacellule (linfoplasmociti).(Owen et al 2003)
In particolare, questa malattia è caratterizzata dalla presenza di: (Janz 2013)
La WM generalmente segue un decorso indolente. In modo simile a quanto avviene in altre neoplasie ematologiche, quali ad esempio il mieloma multiplo, in alcuni pazienti una condizione non neoplastica chiamata IgM-MGUS precede la WM, che può trasformarsi in WM inizialmente asintomatica (chiamata WM smouldering) e successivamente in WM sintomatica, che richiede trattamento.
Ogni cellula dell’organismo deve seguire un codice di comportamento in base al quale si divide solo quando necessario, si differenzia quando richiesto e muore quando l’organismo lo impone. Questo codice di comportamento cellulare è necessario per preservare la salute di un complesso organismo multicellulare come il nostro. Il controllo delle singole cellule avviene attraverso particolari proteine che promuovono o inibiscono un determinato comportamento cellulare. Ad esempio, se una cellula svolge un ruolo utile, le proteine promuovono la sua sopravvivenza. Quando la cellula non è più necessaria, l’organismo aumenta la quantità di proteine che inducono la sua morte. Analoghi meccanismi regolano i processi di divisione e differenziazione cellulare. Oggi sappiamo che le neoplasie come la macroglobulinemia di Waldenström (WM) sono causate da danni acquisiti a queste proteine, causa di alterazioni nella crescita e differenziazione. In pratica una cellula tumorale non rispetta più il normale codice di comportamento, crescendo nel momento meno opportuno e nel posto sbagliato e non differenziandosi per eseguire una funzione utile. (Introducion to AML)
Gammopatia monoclonale di significato non determinato (MGUS) è definita dalla presenza di una componente monoclonale IgM solitamente di piccola entità, senza evidenza di linfoma nel midollo e in assenza di sintomi. (Owen 2003) Non è una condizione maligna, ma il rischio di progressione a mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström (WM), amiloidosi o un disordine linfoproliferativo è di circa 1,5% per anno.(Kyle 2010, van de Donk) Quindi la MGUS è considerata una condizione premaligna. Sebbene la MGUS possa riguardare qualsiasi sottotipo di immunoglobulina, solo la MGUS di tipo IgM può progredire a WM. Studi di popolazione hanno indicato che una MGUS è presente in circa il 3% delle persone di età ≥ 50 anni e che l’incidenza aumenta con l’età.(Kyle 2010)
Macroglobulinemia di Waldenström (WM) asintomatica, chiamata anche WM smouldering, è la malattia asintomatica, tipicamente indolente che può progredire lentamente verso la malattia sintomatica. Il rischio di progressione verso una malattia sintomatica è circa il 60% a 5 anni. Per i pazienti con WM asintomatica non è indicato un trattamento immediato.(Owen 2003, Ansell 2010)
Macroglobulinemia di Waldenström (WM) sintomatica è la malattia conclamata che si manifesta con un'ampia gamma di sintomi durante il suo corso e che richiede il trattamento. La maggior parte di questi sintomi si spiega con l’infiltrazione del tumore e l’accumulo di IgM monoclonale che caratterizzano questa malattia.
Come del resto per la maggior parte delle patologie oncologiche, le cause della macroglobulinemia di Waldenström o malattia di Waldenström (WM) sono ancora sconosciute. Di seguito vengono riportati i fattori di rischio al momento noti che aumentano le probabilità di sviluppare la malattia.(IWMF)
La macroglobulinemia di Waldenström o malattia di Waldenström (WM) rappresenta circa il 2% di tutti i linfomi non-Hodgkin.(D'Souza 2013)
La rarità della malattia fa sì che i dati di incidenza e prevalenza disponibili siano limitati.
In generale la WM viene diagnosticata in età avanzata; l’età mediana alla diagnosi è 70-73 anni.(Janz 2013, Anderson 2012, D'Souza 2013)
La MW è decisamente più frequente negli uomini che nelle donne.